GLI ALLEVATORI: OCCORRE PIANO REGIONALE PER SETTORE ZOOTECNICO PDF Stampa E-mail
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Fernanda Cecchini:  già da settembre lavoreremo per dare delle risposte a questo settore.

Perugia, 16 lug. (Avi News) – Un piano regionale che regolamenti il settore della zootecnia. È stata questa la principale richiesta avanzata dall’Associazione provinciale allevatori di Perugia e Terni all’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini..

nel corso di un incontro che si è tenuto giovedì 15 luglio nei locali della sede dell’Apa di Perugia, a Taverne di Corciano. 
Alla tavola rotonda, oltre all'assessore, hanno preso parte  Luca Panichi e Ruggero Maccaglia, rispettivamente presidenti dell'Apa di Perugia e Terni e Stefano Pignani, direttore Apa delle due province.
Tra i partecipanti anche Graziano Pedetti, presidente dell’Associazione nazionale delle cooperative agroalimentari Legacoop Umbria, Cristiano Casagrande, in rappresentanza di Confagricoltura, Leonardo Fontanella, vice presidente della Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria, Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria e i principali allevatori della regione.
Diversi i problemi rilevati dall’Associazione provinciale allevatori, tra cui il taglio dei fondi imposto dall’ultima manovra finanziaria che finirà per incidere notevolmente sul settore “La nostra associazione – ha sostenuto Luca Panichi – offre dei servizi importanti agli allevatori, tra cui controlli funzionali, gestione dei libri genealogici, analisi del latte,  compilazione delle anagrafi zootecniche, assistenza tecnica in ogni campo, supporto alla gestione zootecnica. La nostra attività è stata sempre sostenuta dal ministero delle Politiche agricole e, per quanto riguarda l’assistenza tecnica, dalla Regione. Per questo motivo i tagli decretati dall’ultima manovra avranno un effetto negativo per le nostre associazioni a danno degli allevatori”. Il nostro sistema zootecnico regionale, proprio per far fronte a queste problematiche ha già avviato un processo di ristrutturazione che porterà alla costituzione di un’unica associazione regionale”. “Con questa manovra – ha dichiarato l’assessore Cecchini - verranno meno gli 800 mila euro che il ministero metteva a disposizione per mantenere i registri genealogici per il miglioramento della razza e per effettuare i controlli mensili. Inoltre, sarà notevole la ricaduta sull’intero settore agricolo che già soffre da diverso tempo”. A livello locale, invece, le Apa di Perugia e Terni hanno evidenziato la mancanza di un piano di settore della zootecnia regionale che possa permettere di unificare le politiche messe in atto nei confronti del settore. Secondo l'Associazione i problemi che ne conseguono sono  legati, ad esempio, al campo sanitario, dove manca il necessario coordinamento tra le quattro Asl regionali, e al settore della suinicoltura, simbolo della norcineria umbra, che rischia di essere decimato da una applicazione estremamente penalizzante delle normative di tutela ambientale adottate dalla Regione. Le associazioni, inoltre, hanno evidenziato la lunghezza dei tempi per ottenere i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale da parte degli allevatori che hanno adottato delle misure agro ambientali, in particolare per quelli delle zone montane”. Nel corso dell'incontro, inoltre, il presidente dell’Apa di Terni, Ruggero Maccaglia, ha ricordato la crisi creatasi a seguito dell’incendio al deposito rifiuti di Vascigliano, che ha avuto una grave ricaduta sulle aziende zootecniche, nonché i problemi sanitari che ancora oggi impediscono agli allevatori della provincia di Terni di vendere i propri capi bovini fuori dalla provincia. Fernanda Cecchini ha accolto i problemi rilevati dalle due Apa regionali e si è mostrata disponibile ad affiancare attivamente le associazioni. “Già da settembre – ha dichiarato l’assessore - lavoreremo ad un piano regionale della zootecnia per dare delle risposte a questo settore strategico per la nostra regione non solo perché offre carni e prodotti caseari di qualità, ma anche perché garantisce posti di lavoro e contribuisce alla salvaguardia del paesaggio agrario di zone che, senza l’allevamento, sarebbero lasciate a se stesse”.